Anteprima Madaudo
- 22 mag
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Aggiornamento: 6 ore fa

Il pesce San Pietro porta sul fianco due macchie scure, una per lato. La leggenda vuole che siano le impronte delle dita di Pietro, quando lo trasse dal mare per trovare nella sua bocca la moneta del tributo. Il segno è rimasto. Da allora, quel pesce porta addosso una storia che lo precede.
Nel grande pannello di Madaudo, il San Pietro si staglia in una linea rossa che ne delimita il profilo con precisione quasi rituale. Dentro, la sostanza si addensa – fili, bruciature, frammenti. Il corpo conserva queste tracce, come se la forma non potesse separarsene.
È un tratto ricorrente nelle opere di Madaudo: l’immagine nasce per sovrapposizioni successive e lascia intravedere ciò che attraversa la superficie prima di depositarsi. La pittura cerca quel punto in cui la figura diventa visibile senza interrompere il contatto con la materia.
Alcuni soggetti ritornano – cavalli, felini, pesci, figure umane – e ogni volta il loro senso si sposta. Non diventano repertorio. In questa persistenza c’è qualcosa che precede la lettura iconografica, un'intensità che l'immagine trattiene nel tempo. È ciò che Warburg chiamava Pathosformel: immagini capaci di attraversare i significati ed eccederli. Nella pittura di Madaudo questa tensione non si affida a simboli da decifrare e si concentra nel rapporto diretto tra figurazione e materia.
I due cavalli lo mostrano. La stessa sagoma, fondi opposti – uno grigio cenere, l’altro rosso bruciato. Non cambia il disegno, cambia il modo in cui la materia lo sostiene e lo espone. Nel primo cavallo la figura resta sospesa; nel secondo si addensa, acquista peso. Nei suoi animali tornano posture trattenute, colori compressi, sguardi senz’occhi. Non cercano il nostro sguardo e non lo rimandano. È un modo di stare al mondo che non ci include e la pittura lo lascia intatto.
Con la figura dell’Odalisca il campo si apre ancora. Il corpo è disteso, pieno di colore; sulla pelle affiorano forme che sembrano frammenti di paesaggio, memorie che non trovano qui la loro origine. La testa scura non ha lineamenti né direzione. È l’unico punto che si sottrae, l’unica vera distanza in una figura che altrove si offre con pienezza. Come se ogni opera contenesse almeno una zona, un margine, che non si lascia avvicinare.
Anteprima, il titolo della mostra all'Art Studio La Marina, non indica semplicemente ciò che verrà. Nomina una condizione: l'immagine ancora sospesa prima di fissarsi, il momento in cui è ancora tutto – traccia, tensione, distanza. È lì che l'arte di Madaudo trova precisione, nel restare dentro questo tempo senza chiuderlo. Le figure appaiono insieme antiche e presenti. Non rimandano a un passato da raccontare; nel visibile conservano ciò che le precede.


